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Groove Italiano 

di Rocco Salzano

 

 

Maurizio Dei Lazzaretti, uno dei batteristi attualmente più richiesti in Italia, certamente tra i pochissimi che riescono a conciliare un groove solido con uno stile particolarmente raffinato. Di  lui molti sapranno che è stato il “motore” del Festival di Sanremo 2001, ma molte altre cose le conosceremo nel corso di questa intervista.

M. Dei Lazzaretti nasce a Lecce nel luglio del 1961, studia presso il Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce dove, nel 1975, si diploma in solfeggio. Nel 1978 frequenta il “Berklee College of Music” di Boston USA dove studia con Gary Chaffee ed Alan Dawson. Inizia la sua attività musicale suonando con il quartetto di Romano Mussolini, col quale, nel 1979, registra il suo primo LP “Soft & Swing”. Successivamente collabora con l’Orchestra della RAI di Roma in diverse produzioni televisive nelle quali ha occasione di accompagnare artisti di fama internazionale quali Ray Charles, Caetano Veloso, Eumir Deodato ed altri. Ha partecipato alla realizzazione di diverse colonne sonore scritte e dirette dai maestri Maurice Jarre, Nicola Piovani, Louis Bakalov, Armando Trovajoli, Stelvio Cipriani, Manuel De Sica, Gianni Ferrio. Da circa cinque anni collabora regolarmente in tutte le produzioni di Ennio Morricone.

Ha suonato in studio ed in tour con numerosi artisti italiani di musica leggera  tra cui Mina, Lucio Dalla, Renato Zero, Roberto Vecchioni, Mia Martini, Audio 2, Samuele Bersani, Fabio Concato, Tony Esposito, Nino Buonocore, Riccardo Cocciante, Eduardo De Crescenzo, Patty Pravo, Eugenio Bennato, Mariella Nava, Mango, Mietta, Paola Turci, Luca Barbarossa, Massimo Di Cataldo, Gianni Morandi ed altri.

Tra le sue più importanti collaborazioni in campo jazzistico sono da segnalare quelle con Joe Zawinul, Manolo Badrena, Richard Bona, Lelo Nica, Massimo Urbani, Massimo Moriconi, Danilo Rea, Maurizio Giammarco, Tony Scott, Giovanni Tommaso, Umberto Fiorentino, Gegè Telesforo, Dario Deidda, Stefano Sabatini, Flavio Boltro, Stefano Di Battista, Phil Wilson, Chet Baker ed altri. Ha realizzato tre video didattici per Capital Video ed insegna da oltre dieci anni all’Università della Musica di Roma.

Ho incontrato Maurizio Dei Lazzaretti in occasione di un suo seminario tenuto il giorno

28 marzo 2001 presso la Scuola di Musica “MUSICISTI ASSOCIATI” di Napoli, dove sono stato cortesemente ospitato da  Massimo Abruzzese e Pina Masucci che tengo a ringraziare.

Mi aspettavo di incontrare una persona totalmente diversa da quella che poi ho conosciuto. Il musicista lo conoscevo già bene, conoscevo la sua discografia e soprattutto il suo curriculum di tutto rispetto. Le sue caratteristiche musicali, energia e precisione,  mi avevano  fatto pensare ad una persona dal carattere “forte”,  magari poco disponibile a dedicare parte del suo, già scarso, tempo a dare consigli a chiunque gliene facesse richiesta (erano veramente in tanti!). Invece le cose sono andate in modo totalmente diverse, Maurizio è stato davvero cordiale, molto disponibile e, cosa che mi ha colpito particolarmente, scrupoloso nel dare, ad ogni mia domanda, risposte precise, articolate e ricche di vita vissuta. Il mio giudizio su questo musicista si è arricchito di un altro aggettivo. Avevo parlato di un batterista energico ed elegante, dopo averlo conosciuto personalmente posso aggiungere: generoso!

Per presentare l’argomento del seminario userò le testuali parole di Maurizio:

“ Lo scopo del mio seminario è quello di trasmettere l’importanza che ha, per un batterista,  una buona percezione del tempo. Un errore grave, che ho commesso in passato, è stato quello di non individuare la causa del mio problema principale. Quando ero in studio mi capitava spesso di essere in difficoltà sulle cose semplici, e così, ritornando a casa, provavo a risolvere il problema studiando la tecnica, l’indipendenza, dai libri. Sono convinto che il “controllo” del tempo è molto legato a questi fattori “meccanici” del movimento ma, l’importanza primaria la darei ad una corretta percezione del beat nella nostra mente. Molte volte non riusciamo ad essere “comodi” sul beat perché non siamo in grado di pensare correttamente il valore delle note e delle pause, e questo ci porta a suonare senza continuità e con una sensazione di sbilanciamento anche con il corpo.

Un esercizio che io consiglio vivamente è quello di verificare questa nostra capacità, alternando note a pause  Esercizio n. 1 - Velocità da 60 a 160 bpm). Tutto ciò vi costringerà a pensare correttamente.

A mio parere molte volte i batteristi hanno la tendenza a suonare o in avanti o indietro rispetto al click (o alla band se non c’è il click) perché adeguano la velocità del brano che si sta suonando alla velocità della propria mente e dei propri riflessi. Se, invece, si pensasse correttamente, basterebbe suonare quel poco che serve per stabilire un solido beat ma, se così non dovesse essere, non servirà a niente aiutarsi con continui fills e varie suddivisioni per ottenere un buon groove!

Un altro argomento del mio seminario sarà quello di individuare tutti quei movimenti che facciamo, più o meno inconsciamente, durante l’accompagnamento, e che a volte invece di aiutarci ci ostacolano senza farci essere fluidi e continui. A questo proposito, uno degli esercizi che io consiglio è quello di usare gli accenti in vari punti della battuta, usando la suddivisione in levare. Tutto questo, preparando gli accenti con fluido, costante e comodo anticipo: UP e DOWN stroke.

 Esercizio n. 2 - Velocità da 40 a 60 bpm). 

Ho assistito a numerosi seminari e posso tranquillamente affermare che quello di Maurizio Dei Lazzaretti è stato uno dei più concreti e dei più utili per l’immediata fruibilità degli argomenti trattati. Sono convinto che molti batteristi si ritroveranno nelle parole di Maurizio. A quanti di noi non è capitato di ritornare a casa scontenti di una prestazione e non riuscire a risolvere il problema? In molti abbiamo cercato le risposte nei libri di tecnica ma, forse, in pochi le abbiamo trovate. Alcuni, tra i quali Maurizio Dei Lazzaretti, hanno preferito cercare da qualche altra parte e, stando a  quello che ascoltiamo,  hanno egregiamente trovato la soluzione!

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